Attualità e Società

Acquisto casa: ecco come risparmiare

Da qualche anno la crisi economica si fa sempre più evidente e anche nel mercato immobiliare sono molte le difficoltà che si incontrano per l’acquisto di un immobile. Tuttavia non bisogna dimenticare che, in questo settore, i prezzi, proprio a causa della crisi, sono in continuo calo e le opportunità quindi per i potenziali acquirenti sono molteplici. Vediamo di seguito alcuni consigli per risparmiare sull’acquisto di un immobile.

Cercare casa in zone periferiche

La prima cosa da fare, innanzitutto, è considerare che gli immobili, sopratutto nelle grandi città, hanno dei prezzi maggiori nelle zone centrali rispetto a quelle periferiche. Inoltre bisogna considerare che la vita in centro è sempre “rose e fiori” a causa ad esempio del traffico e del caos quotidiano. Il più delle volte, quindi, è preferibile allontanarsi dalla grande città e cercare immobili in piccoli paesi di periferia che, nel Nostro Paese, sono molto spesso molto belli e vivibili. Insomma se state cercando casa a Lucca città, cambiate rotta e orientative sulle case in provincia.

Utilizzate il sistema countdown dei costi

Da alcuni mesi è nato un portale (Casacountdown.it) che offre un servizio molto interessante: il prezzo degli immobili in vendita, infatti, scende gradualmente fino ad un limite minimo. In pratica dopo che verrà pubblicato l’annuncio il prezzo scenderà un po’ alla volta centesimo per centesimo fino a quando il potenziale acquirente non scegliere di bloccare il costo cliccando sull’annuncio e compilando il form di richiesta. La cosa interessante è che, in questa maniera, si potrà saltare la fase di trattativa e l’acquirente potrà scegliere di comprare casa al prezzo per lui più giusto.

Acquistare un immobile con la nuda proprietà

Con questo tipo di contratto l’immobile rimane nelle mani del vecchio proprietario sino alla sua morte. In pratica la casa diventerà proprietà dell’acquirente solo dopo che sarà avvenuto il decesso. Ovviamente il costo dell’immobile sarà proporzionale alla sua età.

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Tutela marchi e brevetti: tutto quello che c’è da sapere.

Ogni anno le aziende italiane perdono ricchezza in relazione alla violazione del diritto d’autore ed alla tutela di marchi e brevetti. Una recente campagna pubblicitaria vuole stimolare gli imprenditori e le aziende a difendere le proprie “idee”, informandosi adeguatamente e procedendo ad un corretta registrazione di marchi, invenzioni, modelli di utilità e disegni. Tra gli strumenti a disposizione delle aziende troviamo.

  • La  ricerca anteriorità marchi

  • La sorveglianza del marchio

  • La ricerca di novità di una invenzione

Quando si è certi dell’effettiva violazione del diritto d’autore, della contraffazione di un marchio od uso illecito di un brevetto è possibile rivolgersi ad un investigatore privato. Come ci spiega l’agenzia investigativa di Udine Van Gogh Investigazioni, l’investigatore privato ha il compito di raccogliere tutte le prove legalmente valide a dimostrare in sede di tribunale la violazione del diritto d’autore. Una volta scoperto l’illecito il detective lo comunicherà tempestivamente alle forze di polizia per procedere al sequestro del corpo del reato un elemento fondamentale per avviare un azione penale. In sede di Tribunale l’investigatore il materiale probatorio a sostegno della propria testimonianza.

Per quanto riguarda le azioni legali si può agire in due modi giudiziale o stragiudiziale. Per quanto riguarda la modalità stragiudiziale è necessario notificare l’esistenza del diritto di esclusiva al contraffattore, diffidandolo da continuare l’illecità attività. Per quanto riguarda l’azione giudiziale si può improntare una causa civile rivolgendosi a particolari sezioni speciali istituite presso tribunali e le corti d’appello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia.

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Come diventare tatuatore

I tatuaggi nel giro di pochi anni sono diventati una moda sempre più diffusa tra giovani e meno giovani e persone di tutte le estrazioni sociali. L’interesse è cresciuto anche sul web al punto che recentemente è anche nato un social network dedicato a questa arte chiamato Let’ Ink. (molto interessante la galleria con le migliori foto di tatuaggi postate dagli utenti)

Nel giro di pochi anni, quindi, l’interesse e la domanda per questo tipo di decorazioni è cresciuta a dismisura; come conseguenza anche l’offerta non poteva che crescere in maniera proporzionale. Per questa ragione sempre più appassionati scelgono di diventare tatuatori professionisti. Ma come fare per intraprendere questa carriera? Qual è il percorso da seguire? Vediamo alcuni consigli pratici per diventare tatuatore professionista.

In primo luogo bisogna saper disegnare abbastanza bene e ovviamente avere un certo gusto. Ma ciò non è sufficiente, bisogna infatti avere anche una certa capacità artistica che non consiste semplicemente nel saper riprodurre un disegno. Solitamente chi sceglie questa professione proviene da studi di tipo artistico come ad esempio l’accademia delle belle arti e il Liceo artistico.

Dal punto di vista normativo fino a qualche anno fa l’attività di tatuatore non era in alcun modo regolata da leggi specifiche; per questa ragione erano molto frequenti casi di illeciti e professionisti abusivi. Nel 1998, però, grazie al lavoro effettuato dall’associazione tatuatori italiani riuniti il ministro della sanità emanò la prima legge in materia. Si tratta di una normativa che detta le linee guida per esercitare questa professione. In pratica sta alle regioni il compito di definire corsi di formazione nonché monitoraggio e controlli di queste attività. In pratica oggigiorno per esercitare questa professione occorre seguire un apposito corso promosso dagli enti locali. Si tratta solitamente di corsi a pagamento della durata di circa novanta ore nei quali vengono trattati diverse materie come ad esempio pratica del tatuaggio e igiene sul lavoro.

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Il fenomeno del turismo dentale

Da alcuni anni, a causa della crescente crisi economica, ha preso piede anche in Italia il fenomeno del turismo dentale. Di cosa si tratta? Semplice, oggigiorno le cure dentistiche sono diventate troppo care la maggior parte delle famiglie italiane, che sono costrette quindi a tagliare anche le spese per la salute; di conseguenza molti italiani scelgono di affidarsi a strutture che offrono servizi lowcost oppure decidono di andare a curarsi direttamente all’estero sopratutto in Croazia e nei paesi dell’est. Ma ciò che molti professionisti come il dott Silvestri di Roma (http://www.studioasilvestri.it/homepage.html) si chiedono è se si tratti di un vero risparmio oppure si tratta solo di un servizio scadente offerto a prezzi concorrenziali.

In realtà si tratta di un realtà piuttosto complesso fatta di offerte di qualità e di servizi decisamente scadenti che possono mettere a rischio la salute dei pazienti. Vediamo di seguito alcuni consigli utili per scegliere il turismo dentale di qualità. In particolare il dott. Prada, presidente dell’associazione nazionale dentisti italiani (Andi) ha più volte confermato la notevole differenza di prezzi tra i servizi italiani e quelli esteri. Da un lato ovviamente questi servizi all’estero costano meno a causa di costi di gestione evidentemente più bassi; dall’altro però la riduzione dei prezzi potrebbe essere dovuta anche all’utilizzo di materiali e attrezzature scadenti.

In questo scenario quindi diventa piuttosto difficile saper riconoscere un servizio di qualità a prezzi concorrenziali rispetto ad un’offerta scadente e addirittura rischiosa per la salute orale.
In generale in questi casi bisogna prestare attenzione ad alcuni fattori fondamentali come ad esempio le condizioni igieniche dello studio e la presenza di attestati e lauree riconosciute.

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Sicurezza sul lavoro: scegliere i dispositivi di protezione

Comunicato Stampa

Sicurezza sul lavoro: scegliere i dispositivi di protezione

Il 6 marzo si terrà a Napoli un convegno nazionale gratuito sui dispositivi di protezione individuale nei luoghi di lavoro: la normativa e gli obblighi, la scelta e le esigenze ergonomiche

 

I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) sono un importante strumento per la prevenzione e la tutela della sicurezza e salute dei lavoratori. E, come ribadito dal Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D. Lgs. 81/2008), l’uso dei DPI (elmetti, guanti, occhiali, cuffie, respiratori, dispositivi anticaduta, …) deve sempre essere subordinato alla verifica dei rischi e all’adozione di ogni accorgimento tecnico e organizzativo per limitare o eliminare i fattori di rischio negli ambienti di lavoro. Devono cioè essere usati quando i rischi non possono essere evitati o ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva o metodi di riorganizzazione del lavoro.

 

Tuttavia – come ricordato dal Prof. Rocco Vitale, Presidente dell’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) – “il sistema dell’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale nel suo complesso non funziona”. Spesso si ritiene che sia sufficiente l’acquisto di un DPI e la consegna al lavoratore e viene invece “assegnata scarsa importanza alla cura delle procedure e al momento fondamentale della formazione”. A volte le aziende spendono cifre anche rilevanti per i DPI, ma spesso non sono in regola “in quanto nell’acquisto non si sono osservati i requisiti previsti dalla legge per i DPI e né il datore di lavoro né i lavoratori adempiono completamente ai propri obblighi”. Senza dimenticare che la legge richiede che i DPI tengano anche conto delle esigenze ergonomiche del lavoratore e si adattino alle sue necessità.

 

Di fronte a queste problematiche, l’Associazione AiFOS, in collaborazione con INAIL Direzione regionale Campania ed ASSOSISTEMA Safety, ha organizzato per il 6 marzo 2014 a Napoli il convegno di studio e approfondimento “LA SICUREZZA NELLA SCELTA DEI DPI. Formazione, Sicurezza e lavoro dei Dispositivi di Protezione Individuale”. Un convegno che si soffermerà sui Dispositivi di Protezione Individuale da diversi punti di vista: rilevanza giuridica e normativa, sistemi di gestione, aspetti organizzativi correlati alla valutazione, scelta ed ergonomia dei DPI, processi di progettazione e costruzione, …

 

Questi temi sono affrontati anche nel numero 1/2014 dei Quaderni della Sicurezza AiFOS, pubblicazione che sarà presentata durante il convegno dal suo nuovo direttore, il Dott. Lorenzo Fantini, avvocato giuslavorista e già dirigente in materia di salute e sicurezza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

 

Considerata la vicinanza con il giorno della festa della donna, il Comitato Donne AIFOS – un comitato dedicato a Sheri Sangji, assistente di ricerca morta per le ferite riportate a seguito di un incendio in un laboratorio americano – parteciperà all’iniziativa con un intervento della Dott.ssa Giovanna Alvaro (Presidente del Comitato) e la relazione di Cinzia Frascheri incentrata sulla scelta dei DPI in ottica di genere.

 

Poiché per utilizzare, scegliere, verificare, mantenere correttamente i DPI è necessario innanzitutto conoscerli, ricordiamo che i Dispositivi di Protezione Individuale si dividono in tre categorie:

- prima categoria: sono compresi tutti i dispositivi di progettazione semplice destinati a salvaguardare la persona da rischi di danni fisici di lieve entità (ad esempio i guanti da giardinaggio);

- terza categoria: sono compresi i dispositivi di progettazione complessa destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente (ad esempio i dispositivi contro le cadute dall’alto);

- seconda categoria: sono compresi i DPI che non rientrano tra quelli della prima e della terza categoria (ad esempio elmetti, guanti e scarpe da lavoro).

 

Il convegno “LA SICUREZZA NELLA SCELTA DEI DPI. Formazione, Sicurezza e lavoro dei Dispositivi di Protezione Individuale” del 6 marzo 2014 si terrà a Napoli dalle 9,30 alle 13,00 presso il Centro di formazione INAIL – Villa Colonna Bandini – Viale dei Colli Aminei n. 21.

L’evento ha ricevuto il patrocinio della Regione Campania, della Provincia e del Comune di Napoli ed è stato riconosciuto come iniziativa contro il “sistema“ della camorra.

 

Questo il programma del convegno:

 

Apertura dei lavori

- Dott. Francesco Naviglio, Segretario Generale dell’AiFOS

- Dott. Emidio Silenzi, Direttore Regionale INAIL Campania

- Dott.ssa Giovanna Alvaro, Presidente Comitato Donne AiFOS

 

Interventi

- Avv. Lorenzo Fantini, Direttore Quaderni della Sicurezza – AiFOS

- Dott. Alberto Spasciani, Presidente Sezione Safety Assosistema (Confindustria)

- Dott.ssa Cinzia Frascheri, Responsabile Nazionale salute e sicurezza sul lavoro CISL

- Dott.ssa Paola Cenni, Consiglio Direttivo Società Italiana Ergonomia

- Dott. Sandro Loffredo, Azienda Sensori SpA

 

Dibattito e Conclusione dei lavori

- Prof. Rocco Vitale, Presidente dell’AiFOS

 

Si ricorda che il convegno è gratuito, ma con iscrizione obbligatoria.

 

Link per l’iscrizione al convegno: http://www.aifos.eu/event/La_sicurezza_nella_scelta_dei_DPI/554/view/39/718/755/index.htm

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.itconvegni@aifos.it

 

 

 

20 febbraio 2014

 

Ufficio Stampa di AiFOS

ufficiostampa@aifos.it

http://www.aifos.it/

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