Attualità e Società

Badanti conviventi: un mestiere in crescita, lo dice il Censis

Una professione di cui si è parlato spesso, associandola all’arrivo in Italia di cittadini provenienti in particolare dai paesi dell’europa dell’Est, che spesso si dedicano a svolgere le mansioni di badante ad anziani e portatori di handicap, dedicandosi ai degenti e vivendo spesso quasi 24 ore a contatto con la famiglia. Un tempo forse non si sarebbe potuto immaginare ma stando agli ultimi dati emersi da un recente sondaggio a cura del Censis, è proprio la figura della badante convivente la professione più cercata. Il numero di badanti è arrivato ormai a 1 milione e 655 mila, facendo registrare un incremento di ben il 53% in più in dieci anni.

Le badanti sono soprattutto donne (82,4%), tra i 36 ed i 50 anni. Un quadro che emerge da una ricerca realizzata dal Censis e Ismu, per il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, emerso in occasione del convegno dedicato al mondo dell’occupazione che cambia e ai servizi alla persona, da cui si è rilevato proprio come per ogni famiglia c’è una spesa di 667 euro al mese. Non tutte le famiglie riescono a fronteggiare questa spesa, alcune hanno un componente che rinuncia al proprio lavoro per assistere i congiunti, altri chiedono sovvenzioni pubbliche per far fronte alla spesa, altri preferiscono investire proprio nell’assunzione di una badante.
Quest’ultima soluzione è una delle più richieste prima di ricorrere ad altre possibilità ed è per questo che i servizi socio assistenziali e soprattutto le società/gli enti che possono provvedervi stanno nonostante la crisi riuscendo a sopravvivere. Ci sono realtà che infatti si occupano con grande professionalità di garantire questo tipo di servizio, riuscendo per altro a coprire le procedure burocratiche a cui bisogna sottoporsi quando si sceglie di assumere una badante. Lo ha confermato di recente Pierluigi Morelli, Direttore di Teleserenità, da sempre impegnata nei servizi di assitenza domiciliare che ha dichiarato commentando proprio i dati del Censis citati poco sopra:

” In riferimento alla ricerca Censis Ismu vogliamo portare a conoscenza come esistono già da diversi anni realtà come la ns che aiutano la famiglia nel difficile compito di assistere gli anziani, senza ricevere alcun supporto dallo Stato. Teleserenità offre un servizio completo:

- pensiamo noi a tutte le problematiche burocratiche relative all’assunzione e alla messa in regola della badante, ad un prezzo competitivo.

– un nostro incaricato supervisiona l’inserimento, si accerta che si crei la giusta relazione tra la badante e l’anziano e supporterà l’assistito e la famiglia in ogni circostanza.
- Ogni badante viene selezionata in base alle esigenze dell’assistito e formata nel nostro centro specializzato, presso una casa di riposo, per almeno 7 giorni, prima dell’inserimento in famiglia.
- Per tutto il tempo la badante è affiancata da personale qualificato (OSS) per la formazione personalizzata e le viene accuratamente spiegato il piano di assistenza familiare e lo stato di salute dell’assistito. In tal modo la nostra badante saprà gestire il proprio assistito autonomamente fin dai primi giorni.”

Una realtà quella descritta davvero interessante ma soprattutto capace di essere garante per una serie di problematiche che altrimenti non troverebbero lo spazio e l’attenzione che meritano. Speriamo che il futuro possa muoversi più facilmente in direzione di un supporto e di un sostegno verso queste realtà finalizzate proprio al sostegno e all’assistenza sociale.

Read More

Robot industriali per la trasformazione dell’attività produttiva

robot industriali

I robot industriali sono dei manipolatori programmabili multiscopo per la movimentazione di materiali, di attrezzi di altri mezzi di produzione, capace di interagire con l’ambiente nel quale si svolge il ciclo tecnologico di trasformazione relativo all’attività produttiva. L’insieme delle macchine utilizzate in un processo o gruppo di sottoprocessi costituisce la cosiddetta cella di lavoro.

I robot industriali assumono delle caratteristiche peculiari a seconda della tipologia di automazione industriale che viene implementata.
I robot industriali per l’automazione rigida sono predisposti per effettuare solo determinati tipi di compiti che rimangono sempre fissi, ottimizzando però la velocità di esecuzione.
I robot industriali per l’automazione flessibile svolgono compiti sempre diversi e hanno una struttura meccanica estremamente flessibile.

 

STRUTTURA DEI ROBOT INDUSTRIALI
I robot industriali sono composti da:

  • Struttura meccanica cioè un insieme di corpi rigidi (bracci meccanici) interconnessi tra di loro. La struttura meccanica dei robot industrialisi divide in:
    • Struttura portante, che assicura la mobilità
    • Polso, che conferisce destrezza
    • Organo terminale, che esegue il compito per cui il robot è stato creato
  • Attuatori che imprimono il movimento attraverso l’azionamento dei giunti. Vi sono diverse tipologie di attuatori nei robot industriali:
    • Attuatori elettrici, utilizzati nel 50% circa dei casi
    • Attuatori idraulici, utilizzati nel 35% circa dei casi
    • Attuatori pneumatici, utilizzati nel 15% circa dei casi
  • Sensoriche si possono suddividere in due classi principali:
    • Sensori propriocettivi in grado di misurare grandezze proprie dei robot industriali,come la posizione o la velocità dei giunti o delle ruote.
    • Sensori eterocettivi in grado di misurare le grandezze dell’ambiente in cui il robot opera, come la temperatura, la distanza da ostacoli e la posizione/orientamento degli oggetti da manipolare.
  • Unità di governo con funzioni di controllo e supervisione dei movimenti del manipolatore.

 

 

COMPITI DEI ROBOT INDUSTRIALI
I compiti dei robot industriali si possono suddividere in 3 grandi categorie:

  • Lavorazione: comprende tutte le operazioni che il robot esegue con un attrezzo sui prodotti. Ad esempio la saldatura ad arco, saldatura a punti, il taglio, la verniciatura, la fresatura e la foratura.
  • Assemblaggio: le operazioni di assemblaggio costituiscono un’area di impiego che ha avuto una grossa espansione nel corso dell’ultima decina di anni e che è tuttora in forte crescita. Alcuni esempi possono essere l’assemblaggio di gruppi meccanici ed elettrici, il montaggio di schede elettroniche, l’avvitatura, il cablaggio.
  • Misura: alcuni tipici compiti di misura sono il rilevamento di profili, il collaudo dimensionale, l’ispezione per le valutazioni di qualità dei prodotti.

Per implementare i diversi compiti i robot industriali vengono solitamente coadiuvati da appositi macchinari automatici o semiautomatici.

“Un robot è una struttura meccanica multifunzionale e riprogrammabile progettato per spostare materiali, arti, utensili o dispositivi specializzati secondo movimenti variabili programmati per l’esecuzione di una varietà di compiti diversi” (Robot Institute of America, 1980).
Il campo industriale e’ sicuramente quello in cui i robot hanno trovato maggiore diffusione. Il loro impiego nelle catene di montaggio ha permesso alle aziende di abbattere i costi accelerando e migliorando la produzione.

Read More

L’automazione industriale e l’uomo

Samochód FIAT-500_FAP - Zaklad Tychy_2007

L’automazione industriale è l’insieme delle tecnologie e dei metodi che gestiscono le macchine attraverso l’utilizzo di dispositivi. L’automazione industriale, riduce in genere l’intervento umano nelle operazioni ripetitive ma soprattutto è impiegata nelle situazioni in cui sia richiesta un alto grado di prestazioni e sicurezza.
L’automazione industriale sta diventando sempre più indispensabile per le aziende in quanto consente di ottimizzare i tempi di produzione.

 

CHE COS’E’ L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE?

Il settore dell’automazione industriale utilizza in modo predominante l’elettrotecnica che mira a rendere automatico un qualunque processo tecnologico. Scopo dell’automazione industriale è aumentare la capacità produttiva degli impianti e di rendere gli stessi indipendenti dall’essere umano.
L’automazione industriale si basa sull’installazione di macchine robotizzate che sono in grado di effettuare in modo rapido ed efficiente una serie di mansioni. Consente la diminuzione del numero di dipendenti, la velocizzazione dei processi produttivi in azienda e un aumento della qualità, poiché le macchine sono dotate di un elevatissimo margine di precisione.

L’automazione industriale si divide in:

  • Automazione rigida: alti volumi di produzione di manufatti con caratteristiche costanti. Richiede elevatissimi ritmi di produzione. Scarsa o nulla possibilità di riprogrammazione.
  • Automazione flessibile: volumi di produzione variabili per manufatti diversi (FMS). Macchinari in grado di essere utilizzati in diverse lavorazioni con modesti cambiamenti.

 

L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

Con il termine automazione industriale si vuole indicare “ quell’insieme di teorie e di tecniche utilizzate per progettare e realizzare nel campo industriale una progressiva sostituzione dell’attività umana con sistemi complessi di produzione composti da macchine, dispositivi e apparecchi automatici.
L’automazione industriale ha portato a delle conseguenze rivoluzionarie che hanno mutato il volto della società e che hanno avuto un forte impatto sulla produttività e sullo stile di vita delle persone. L’automazione comporta un aumento del tasso di produzione e una riduzione della quantità di lavoro impiegato, con un’evidente ripercussione sull’aumento della produttività e sulla riduzione dei prezzi dei prodotti realizzati su scala industriale.
Lo sviluppo e la diffusione dei componenti elettronici uniti all’automazione hanno inoltre cambiato il lavoro dell’uomo: se gli operai non sono più chiamati a svolgere il lavoro che adesso compiono le macchine, si rendono però necessarie delle figure specializzate in grado di usare e controllare le tecnologie impiegate nelle industrie automatizzate.

 

STORIA DELL’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

Il termine automazione fu coniato nell’industria dell’automobilistica, dove cominciavano a venire introdotti dispositivi automatici e di controllo nelle linee di produzione molto avanzati, nell’immediato dopoguerra.
In particolare, si pensa che a coniare il termine “automazione” sia stato D.S. Harder, vicepresidente della Ford Motor Company, anche se la parola automazione è stata utilizzata per la prima volta solo verso la metà del Novecento, si può parlare di automazione industriale, ossia dell’applicazione di macchine automatiche per la produzione industriale, già nel XVIII secolo, con l’avvento della rivoluzione industriale.
Il termine automazione industriale è utilizzato ogni qualvolta ci sia una significativa sostituzione del lavoro e dell’intelligenza umana con azioni di tipo informatico, elettronico e meccanico: oggi definito come meccatronica.

Read More

Gli animali aiutano a sentirsi bene: parola di Senior

L’affetto verso un animale, il proprio gatto o il proprio cane, non solo serve a stimolare le facoltà cognitive ed un senso di empatia benefico a livello psicosomatico, ma serve anche a rendere più forte il cuore.

A dirlo è la Kitasato University Graduate School of Medical Sciences di Kanagawa, in Giappone, un altro paese come l’Italia dove l’emergenza anzianità si fa sempre più sentire a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Animalisti o no, quanto sostengono i ricercatori dell’Università di Kanagawa è perfettamente in linea con i principi della pet therapy e della bioetica: avere a che fare quotidianamente con un animale domestico aiuta a stare meglio e a sviluppare un tasso di sopravvivenza più elevato rispetto a chi non predilige la compagnia di un amico a quattro zampe.

La ricerca è stata condotta su un campione di 191 individui affetti da disturbi cardiopatici, di età media di circa 70 anni, tra cui diabetici, ipertesi e persone sofferenti di colesterolo alto, e ha dimostrato come il contatto con un animale domestico abbia effetti positivi sul cuore in situazioni di stress emotivo o in presenza delle suddette patologie.

Areasenior raccoglie il risultato positivo emerso dallo studio in Giappone per offrire buoni consigli ai Senior italiani, nel caso abbiano la predisposizione a gradire la compagnia di un animale domestico. 

Oltre alle news e agli approfondimenti sul benessere e il life style della community Senior, Areasenior offre un aiuto concreto e diretto mettendo a disposizione un intuitivo motore di ricerca in cui selezionare dal database del portale tutti i migliori servizi di assistenza domiciliare anziani, tra cui: un elenco completo di strutture di assistenza anziani; profili di badanti e colf qualificate con le rispettive offerte di lavoro come badante.

Read More

Antenne green a basso consumo e pannelli fotovoltaici per rete wi-max

Antenne green e solare per la rete wi-max. Telecomunicazioni, anche in questo settore si sperimenta il risparmio puntando sull’efficienza degli apparecchi. Il caso di Linkem, azienda coinvolta in un progetto dall’Ateneo di Roma 3.

Belen testimonial Linkem_480jpg

Antenne a basso consumo e pannelli fotovoltaici per alimentare gli impianti della rete wi-max. Anche nel settore delle telecomunicazioni c’è chi vuole risparmiare energia puntando su apparecchi efficienti e sulle fonti alternative. E’ il caso di Linkem, una giovane azienda italiana, partecipata anche da due fondi americani, un fatturato di 40milioni di euro circa, che da qualche anno è stata coinvolta dall’università di Roma 3 in un progetto per testare l’alimentazione di un impianto delle telecomunicazioni con pannelli fotovoltaici e batterie al litio di ultima generazione.

linkem internet revolution_180x180

«Durante la sperimentazione il gruppo di lavoro costituito anche da SunSystem e Fiamm — spiega l’amministratore delegato di Linkem Davide Rota — ha riscontrato un unico limite: il basso rendimento dei pannelli in commercio che comporta l’utilizzo di spazi importanti per produrre l’energia necessaria e per ovviare a questo problema adesso si sta studiando lo sviluppo di pannelli più evoluti».

Intanto le circa 1.200 antenne che Linkem ha sul territorio sono già tutte a basso consumo. «Un vantaggio — spiega Rota — i nostri apparati funzionano con forniture di 1,5 kilowatt (meno di un’utenza domestica) mentre le forniture di altri operatori variano da 5 a 15 kilowatt in base alle tecnologia installate». E in futuro grazie a queste antenne, anche nell’ottica di piazzare i pannelli fotovoltaici per alimentarle, Linkem avrebbe bisogno di spazi anche dieci volte inferiori rispetto a quelli di altri operatori. La strada è dunque segnata e l’azienda romana ha scelto di seguire l’approccio green.

«Si tratta di un percorso — prosegue l’amministratore delegato — che non paga da subito ma richiede tempo, del resto è in linea con la filosofia della nostra azienda che segue un approccio etico per stare sul mercato prestando attenzione non solo all’ambiente ma anche ai dipendenti: non a caso tendiamo sempre ad assumere con contratti a tempo indeterminato e oggi abbiamo 200 dipendenti».

Ma come vanno gli affari? «Bene, cresciamo: siamo passati dai 28mila abbonati del 2011 ai 110mila dell’anno scorso e adesso stimiamo di raggiungere i 210mila nel 2013». (st.a.)

FONTE: Repubblica.it

Read More