Sono aperte dal 2 gennaio 2012 le iscrizioni ai nuovi corsi di cinema organizzati per la cittadinanza dall’Aiace Torino che prenderanno progressivamente il via a febbraio. Il ciclo inverno-primavera 2012 prevede un palinsesto tanto ampio– ben 9 corsi – quanto ricco di novità, calibrato in modo sempre più puntuale sulle esigenze degli appassionati e degli iscritti, in notevole aumento nello scorso anno. Nelle prossime proposte, quindi, vengono incrementati i corsi a carattere tecnico-specialistico, che incontrano il crescente gradimento del pubblico, affiancando per la prima volta al corso di scrittura della sceneggiatura, un laboratorio dedicato alla realizzazione di un cortometraggio. Altre proposte si soffermano poi sulle continue evoluzioni e mutazioni della settima arte, dei suoi linguaggi e delle sue modalità espressive, accostando il corso, recentemente istituito, di introduzione alla visione del cinema contemporaneo – proseguimento del classico “introduzione alla visione cinematografica” – con novità assolute come i due corsi dedicati alla trasformazione in film delle graphic novel e alle serie tv. Non mancano, in parallelo, gli spazi di analisi e riflessione come di consueto riservati ai protagonisti della cinematografia internazionale, che si concretizzano in tre inedite proposte monografiche dedicate ad altrettanti grandi autori: Sokurov, Kaurismäki e Cronenberg.
I corsi:
Introduzione alla visione cinematografica (dal 27 febbraio): il tradizionale corso di base per amare e conoscere meglio il cinema che costituisce la porta d’accesso per tutti gli appassionati a eventuali, ulteriori approfondimenti.
Introduzione alla visione del cinema contemporaneo (dal 23 febbraio): il proseguimento del corso precedente, di cui sostanzialmente ripropone la struttura, soffermandosi però specificamente sulle caratteristiche del cinema contemporaneo, con particolare riferimento alla sua tendenza postmoderna e all’avvento delle tecniche digitali
La dignità degli ultimi. Il cinema poetico e surreale di Aki Kaurismäki (dal 27 febbraio): un’analisi della carriera ormai trentennale del regista finlandese che, titolo dopo titolo, si è affermato come uno dei nomi più interessanti nel panorama cinematografico internazionale, con la sua poetica estremamente personale e i suoi straordinari personaggi, troppo puri e ingenui di fronte alla pazzia di una realtà contemporanea spietata e annichilente.
David Cronenberg. Esistenze pericolose e labirinti della mente (dal 23 febbraio): un viaggio attraverso la filmografia del regista canadese che, nell’ultimo decennio, si è avventurato con coraggio tra gli incubi dell’individuo e le esperienze dell’inconscio, per trasformare le inquietudini esistenziali in una rete complessa e spesso inestricabile, ma irresistibilmente affascinante, in grado anche, come nel recente A Dangerous Method, di diventare preziosa chiave di lettura di un’epoca.
Serial. Oltre la TV (dal 28 febbraio): attraverso cinque serie di riferimento, molto seguite dal pubblico e apprezzate dalla critica (I segreti di Twin Peaks, Lost, Desperate Housewives, Dexter e Mad Men), ma differenti per approccio, genere e stile narrativo,, l’analisi di un formato non antitetico ma ormai complementare al miglior cinema contemporaneo.
Quando la graphic novel diventa film. Dialogo tra la pagina disegnata e lo schermo cinematografico (dal 15 febbraio): attraverso esempi celebri, come Akira di Ōtomo, Persepolis della Satrapi o Le avventure di Tin Tin di Spielberg, fino al recente Hugo Cabret di Scorsese o a L’ultimo terrestre di Pacinotti, un’ampia riflessione sul crescente interesse di registi e spettatori per quella forma di fumetto che presenta una storia autoconclusiva rivolta al mercato librario, sempre più spesso trasformata in lungometraggi, di animazione o meno.
Aleksandr Sokurov. Il passato, il potere, il cinema (dal 15 febbraio): un viaggio attraverso la produzione del regista che, con la tenacia e la convinzione dell’incrollabile sperimentatore, sopravvissuto alla stagnazione brežneviana, si è mosso dalla fine degli anni Settanta lungo un percorso di ricerca esclusivo e inequivocabile, diventando un esponente di spicco della cinematografia contemporanea.
La scrittura cinematografica. Introduzione alla sceneggiatura (dal 24 febbraio): per gli aspiranti sceneggiatori, ma anche agli appassionati che nutrono curiosità su come nasce e si sviluppa un progetto cinematografico, un viaggio dentro la scrittura di un film, le cui tappe toccheranno sia gli aspetti teorici sia quelli pratici, interrogandosi su da dove si parte per concepire una storia, come arrivare alla sintesi di tema, soggetto e/o personaggio, quali modelli prendere in considerazione.
Realizzare un cortometraggio. Laboratorio di introduzione alla produzione video (dal 28 febbraio): attraverso lezioni teorico/pratiche in aula e sessioni esterne di ripresa, un percorso per acquisire le conoscenze e le tecniche essenziali per la realizzazione di un prodotto audiovisivo di breve durata: dall’ideazione alla finalizzazione, passando attraverso la scrittura, le riprese e il montaggio.
I corsi, tenuti da Rodolfo Colombara, Emiliano Fasano, Daniele Gaglianone, Eugenia Gaglianone, Michele Marangi, Umberto Mosca e Massimo Quaglia, sono corredati da un’ampia antologia di sequenze tratte dai diversi film e si svolgono presso la sede Aiace di Torino, in Galleria Subalpina 30.
Info: AIACE Torino Galleria Subalpina 30, Torino tel. 011538962, fax 011542691; e-mail: aiacetorino@aiacetorino.it; www.aiacetorino.it
PROGRAMMA
Introduzione alla visione cinematografica
Per amare e conoscere meglio il cinema: la porta d’accesso a tutti i nostri corsi.
1. Le origini del racconto cinematografico. Dal “grado zero” del linguaggio del cinema alla sua prima maturità. Analisi di sequenze: dai film dei Lumiere a Griffith.
2. Lo spazio dentro l’inquadratura. Filmico e profilmico, ambiente e figure, luci e colori. Analisi di sequenze da film di Hitchcock, Welles, Visconti e da Via col vento.
3. Lo spazio dell’inquadratura. La scala dei piani, l’angolazione, il fuori campo, la soggettiva, i movimenti di macchina. Analisi di sequenze da film di Bergman, Kubrick, Lang, Welles, Vidor.
4. Il montaggio. Modelli e forme di montaggio. Connotazione e découpage. Il montaggio proibito: piano sequenza e profondità di campo. Analisi di sequenze da film di Hitchcock, Coppola, Ejzenstejn, Edwards, Mizoguchi.
5. Immagini e suoni. L’inquadratura audiovisiva: musiche, rumori, voci. Analisi di sequenze da film di Truffaut, Lubitsch, Kubrick, Scola, Tati.
Docenti:
Michele Marangi | Umberto Mosca | Massimo Quaglia
Frequenza:
5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il lunedì dalle 19 alle 21
Costo del corso:
€ 55, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso:
Lunedì 27 febbraio 2012
Luogo:
Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni
Introduzione alla visione del cinema contemporaneo
La proposta si pone come un proseguimento del corso di “Introduzione alla visione cinematografica”, di cui sostanzialmente ripropone la struttura adeguandola però alle caratteristiche del cinema contemporaneo, con particolare riferimento alla sua tendenza postmoderna e all’avvento delle tecniche digitali. Per certi aspetti, il cinema postmoderno e digitale è una sorta di sintesi del cinema classico e di quello della modernità. Da quest’ultimo riprende una certa volontà di sperimentazione, ponendosi come un tentativo di allargare i confini delle possibilità espressive del linguaggio cinematografico. Del cinema classico, invece, ripropone la scelta di soggiogare il proprio spettatore nel flusso delle immagini e dei suoni del film. Le opere postmoderne appaiono spesso come evidenti prodotti di finzione (come erano quelli della Nouvelle Vague) ma più vicini all’idea di un giocattolo che di un testo talvolta un po’ troppo ermetico. Essi realizzano alla perfezione, portandola alle estreme conseguenze, l’idea hitchcockiana che i film non sono tanto «pezzi di vita» quanto «pezzi di torta». Si rivolgono a un pubblico più smaliziato di quello del cinema classico, non nascondono la propria artificialità, ma ricorrono a un gioco di attrazioni e fuochi d’artificio (anche grazie all’uso del digitale) che immergono lo spettatore in un bagno di sensazioni, simile all’esperienza vissuta in un luna park o in un concerto rock (non a caso è stata coniata, come vedremo, la definizione di «film concerto»). Il cinema postmoderno (anche in molte sue varianti esplicitamente d’autore) è spettacolo a 360 gradi.
1. Le nuove frontiere del racconto. Il ritorno della narrazione forte. Le strutture labirintiche. La politica dell’ornamento. La forma pastiche e il gioco delle citazioni. Il dialogo con altri media. Analisi di sequenze di film di Tarantino, Lynch, Greenaway, Wachowski, Resnais, Von Trier, Craven, Nolan, Gondry, Mendes.
2. Gli spazi e i tempi virtuali. Gli ambienti simulati dal computer. L’inquadratura multipla e l’effetto finestra. L’uso pop del colore. Passo differenziato, stretch printing, bullet time e morphing. L’estetica dello slow motion. Analisi di sequenze di Luhrmann, Nolan, Von Trier, Almodovar, Wong Kar-wai, Wachowski, Van Sant, Sorrentino.
3. Sguardi impossibili. I dettagli iperrealisti. Il punto di vista delle cose. Le nuove soggettive. I movimenti di
macchina iperspettacolari. Shacky camera e virtual travelling movement. Analisi di sequenze di Lucas, Aronofsky, Tarantino, Craven, Von Trier, Allen, Dardenne, Greengrass, Burton.
4. Il montaggio digitale, il piano sequenza virtuosistico e la profondità in 3D. Il montaggio più veloce del vento. Il
ritorno del jump cut. Il piano sequenza a effetto spettacolare. Il cinema stereoscopico. Analisi di sequenze di film di John Woo, Tsukamoto, Greengrass, Miike, Sokurov, De Palma, Johnnie To, Altman, Cameron e dell’animazione in 3D.
5. Il film-concerto. Le nuove tecniche di riproduzione del suono digitale. Canzoni e videoclip. La rivincita del rumore. Analisi di sequenze dei film di Lucas, Coppola, Wong Kar-wai, Lurhmann, Salvatores.
Docente:
Dario Tomasi
Frequenza:
5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il giovedì dalle 19 alle 21
Costo del corso:
€ 55, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso:
Giovedì 23 febbraio 2012
Luogo:
Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni
La dignità degli ultimi. Il cinema poetico e surreale di Aki Kaurismäki
Una carriera ormai trentennale, incominciata nel 1981 con un film firmato insieme al fratello Mika, quella di Aki Kaurismäki, che ha consentito al regista finlandese di affermarsi come uno dei nomi più interessanti nel panorama cinematografico internazionale. Si tratta infatti di un cineasta che si contraddistingue per la sua grande abilità nel costruire, titolo dopo titolo, una poetica molto personale, segnata da uno sguardo assolutamente originale sul materiale narrativo. Ed è proprio sul versante delle storie raccontate che emerge prepotentemente l’iniziale elemento distintivo della sua opera, vale a dire la centralità di un individuo in evidente disarmonia rispetto alla società in cui si trova inserito. Il mondo viene ritratto, senza nessun tipo d’indulgenza o di autocommiserazione, come un luogo percorso da ingiustizie e violenze, affetto da disumanità, avidità, cinismo, inganno e tradimento cronici. Chi non si allinea alla logica del profitto, nonché alla globalizzazione culturale e finanziaria, alla base dei perversi meccanismi della produzione, viene irrimediabilmente relegato ai margini del sistema. Quanto accade ai personaggi di Kaurismäki, che provano uno struggente senso di desolazione esistenziale, troppo puri e ingenui di fronte alla pazzia di una realtà contemporanea capace, giorno dopo giorno, di annientarli attraverso il totale controllo del loro tempo, la limitazione della libertà, l’immersione in una dimensione di solitudine e sofferenza. Questi perdenti bisognosi d’amore, umili e orgogliosi al contempo, vengono sempre messi in scena dall’autore con un affetto e una partecipazione non comuni, sia nella prima parte della sua filmografia, marcatamente distruttiva e nichilista, che nella seconda, decisamente più incline alla tenerezza e alla speranza per il futuro. Il modo con il quale li osserva costituisce poi l’ulteriore fattore di riconoscibilità del suo cinema, perché dimostra di possedere un indubbio talento visivo, che si esprime per mezzo di uno stile rigoroso ed essenziale, ellittico ed elegante, laconico e disarmante, così studiato da suscitare perfino il sospetto della maniera, se non fosse che il tono stralunato gli permette di lasciarsi progressivamente alle spalle ogni rischio di compiacimento formalista. Un contributo fondamentale deriva inoltre dalla direzione degli attori, a cui vengono affidati dialoghi spesso ridotti al minimo, impostata per ottenere una recitazione minimalista, fredda e straniante, atonale e di un umorismo impassibile, priva di psicologia e caratterizzata da una radicale antiretorica. Durante il corso si cercherà, analizzando i lavori più recenti del regista, di definire le peculiarità di quello che si potrebbe definire il Kaurismäki’s Touch.
1. Un distaccato cinismo venato di sottile, implacabile ironia: Ho affittato un killer
2. Un adattamento surreale, lontano da Puccini: Vita da bohème
3. L’umano, oltre l’oppressione delle convenzioni sociali: L’uomo senza passato
4. Gli imperativi morali di un antieroe della rassegnazione: Le luci della sera
5. La speranza per il futuro nelle mani dei reietti: Miracolo a Le Havre
Docente:
Massimo Quaglia
Frequenza:
5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il lunedì dalle 21 alle 23
Costo del corso:
€ 55, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso:
Lunedì 27 febbraio 2012
Luogo:
Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni
David Cronenberg. Esistenze pericolose e labirinti della mente
Definito per vent’anni “un artista dei corpi”, da oltre un decennio David Cronenberg viene percepito come cineasta che si dedica soprattutto a costruire intricatissimi labirinti mentali. Autore di film enigmatici, il regista canadese si avventura con coraggio tra gli incubi e le ossessioni dell’individuo per trasformare le inquietudini esistenziali in una rete complessa e spesso inestricabile, ma irresistibilmente intrigante. Come nel recentissimo A Dangerous Method, dove l’esperienza dell’inconscio viene valorizzata come preziosa chiave di lettura di un’epoca. O come nei precedenti A History of Violence e La promessa dell’assassino, incentrati sull’ambiguità della natura umana, su un’esuberanza dei corpi che rivela gli abissi della mente. Passando con grande disinvoltura da un cinema “non narrativo” (espresso in opere come Crash, eXistenZ e Spider) ad opere di grande successo e di genere noir come quelle sopracitate, David Cronenberg continua la sua ricerca estetica declinando in prospettive sempre nuove e sorprendenti i temi del mostruoso, della mutazione, del contagio, della sessualità e del sogno. A legare tutti i film, una cifra stilistica in cui il rigoroso metodo di regia è inversamente proporzionale alla torbidezza e all’ambiguità dell’assunto. Quando la realtà è solo una convenzione da mettere a nudo e la creatività è la pulsione a disposizione dell’uomo per non accettarla. Una precisa idea di cinema dove le strategie di racconto e le forme della visione si misurano con le immagini mentali, la funzione rivelatrice della parola e la viralità del pensiero.
1. eXistenZ (1999), sognare significa soffrire
2. Spider (2002), perdere la propria mente per ritrovarla
3. A History of Violence (2005), il demone sotto la pelle
4. La promessa dell’assassino (2007), o dell’enigma umano
5. A Dangerous Method (2011), ripensare la psicanalisi
Docente:
Umberto Mosca
Frequenza:
5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il giovedì dalle 21 alle 23
Costo del corso:
€ 55, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso:
Giovedì 23 febbraio 2012
Luogo:
Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni
Serial. Oltre la TV
Da almeno un decennio, anche in Italia, le serie televisive hanno un seguito sempre più ampio e un apprezzamento critico, ponendosi come fenomeno culturale, estetico e sociale, di primo piano nelle mutazioni di formati audiovisivi contemporanei. Il corso utilizzerà cinque serie di riferimento, differenti per approccio, genere e stile narrativo, per cogliere in che modo la dilatazione della durata, l’approfondimento dei personaggi e la libertà produttiva rendano oggi le serie televisive un formato non antitetico ma complementare al miglior cinema contemporaneo.
1. I segreti di Twin Peaks (1990)
In principio fu Lynch, capace di sperimentare nuove potenzialità di un formato che esalta le qualità cinematografiche, ovviamente con il suo stile inconfondibile. Chi ha ucciso Laura Palmer?
2. Lost (2004)
La serie culto per definizione, in cui si mischia tutto, avventura e filosofia, commedia e scienze matematiche, ma soprattutto un’articolazione temporale che fa perdere lo spettatore fra presente, passato e futuro.
3. Desperate Housewives (2004) Wisteria Lane come Peyton Place. Dietro le apparenze totalmente ineccepibili si svela un mondo di conflitti e di doppiezze, tra colpi di scena e riflessioni esistenziali. Il tutto, sempre, con grande senso dell’umorismo.
4. Dexter (2006)
Il poliziotto serial killer non e un epigono dei giustizieri di una volta, ma un essere tormentato in bilico tra le sue molte vite, che uccide secondo un codice morale. O forse perché non può farne a meno? La serie chiave sull’ambiguità del contemporaneo.
5. Mad Men (2007)
E fu subito cult. Ripercorrendo la grande avventura dei creativi pubblicitari di Madison Avenue tra la fine degli anni ’50 e gli anni Sessanta, la serie più elegante e sceneggiata perfettamente diventa un’acuta analisi di costume del nostro mondo. Quello del nuovo millennio.
Docente:
Michele Marangi
Frequenza:
5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il martedì dalle 21 alle 23
Costo del corso:
€ 55, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso:
Martedì 28 febbraio 2012
Luogo:
Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni
Quando la graphic novel diventa film. Dialogo tra la pagina disegnata e lo schermo cinematografico
Il cinema degli anni Zero è indubbiamente caratterizzato dal crescente interesse di registi e spettatori verso il mondo della graphic novel, ovvero quella forma di fumetto che presenta una storia autoconclusiva rivolta al mercato librario. Un medium che si distingue ulteriormente da quello dei “comics” a uscita seriale poiché rivolto a un pubblico più adulto. La connessione più ovvia tra graphic novel e film, non fosse che per l’uso spesso condiviso del disegno, tocca il cinema d’animazione: Akira di Katsuhiro Ōtomo, Persepolis di Marjane Satrapi e Le avventure di Tin Tin di Steven Spielberg sono solo alcuni degli esempi più celebri. Spesso, pero, l’equazione graphic novel-cinema si traduce in lungometraggi dal vero in cui la tavola disegnata diventa eccellente storyboard. Si pensi al recente Hugo Cabret di Martin Scorsese o a L’ultimo terrestre di Gian Alfonso Pacinotti. Proposte per un’ampia riflessione.
Dal fumetto al grande schermo
Dai lighting sketches di fine Ottocento ai supereroi in stereoscopia. Un secolo di proficue contaminazioni.
Graphic novel: analisi di una tendenza editoriale e l’approdo in sala
L’amore – non ricambiato – del cinema per il mago del fumetto Alan Moore (From Hell, La Lega degli Straordinari Gentlemen, Constantine, V per Vendetta e Watchmen) e approfondimento su alcuni casi esemplari: da Ghost World di Daniel Clowes a Scott Pilgrim vs. The World di Bryan Lee O’ Malley.
Graphic novel e cinema d’animazione: cosi vicini, cosi lontani
Dalle trasposizioni dei manga di Osamu Tezuka, Katsuhiro Ōtomo, Gō Nagai, Hayao Miyazaki a Le avventure di Tin Tin di Herge – Steven Spielberg.
Storie di amore e infedeltà.
Grandi firme del romanzo grafico dietro la macchina da presa
L’identità svelata di Marjane Satrapi (Persepolis e Pollo alle prugne), l’anarchia creativa di Frank Miller (Robocop 2 e 3, Il cavaliere oscuro, Sin City, 300, The Spirit) e altri artisti della graphic novel alle prese con la Settima Arte (Gipi, Sfar, Jodorowsky).
Grandi registi innamorati della graphic novel
Da Hugo Cabret di Martin Scorsese a Adèle e l’enigma del faraone di Luc Besson, da Cronache delle imprese dei ninja di Nagisa Oshima a History of violence di David Cronenberg, da Era mio padre di Sam Mendes a Tamara Drewe di Stephen Frears, da Old Boy di Park Chan-wook ai Batman di Burton e Nolan.
Docente:
Emiliano Fasano
Frequenza:
5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il mercoledì dalle 19 alle 21
Costo del corso:
€ 55, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso:
Mercoledì 15 febbraio
Luogo:
Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni
Aleksandr Sokurov. Il passato, il potere, il cinema
Una carriera iniziata alla fine degli anni Settanta quella di Aleksandr Sokurov, il quale, con la tenacia e la convinzione dell’incrollabile sperimentatore, sopravvissuto alla stagnazione brežneviana, si è mosso negli anni lungo un percorso di ricerca esclusivo e inequivocabile. Dagli studi televisivi dell’allora città di Gor’kij al Leone d’oro dell’ultimo Festival di Venezia. Quarantaquattro film che, oltre i confini russi, fanno di lui un esponente di spicco della cinematografia contemporanea e lo rendono anche una figura controversa nella complessità della sua idea di cinema. Documentari e film di finzione che si susseguono in perfetto equilibrio stilistico e concettuale. Esempi di montaggio virtuoso che via via lascia spazio al principio della non interferenza del montaggio stesso, all’allungamento dei piani, alla materia che diventa incorporea, a tele pittoriche dove figure deformate sembrano chiamate a dare l’illusione di una superficie trasparente tra il mondo della narrazione e lo spettatore. Dal lungometraggio di esordio La voce solitaria dell’uomo al Faust, Sokurov compie un lungo viaggio di indagine attraverso i meccanismi che legano la profondità dell’anima all’umanità intera, in una sorta di contemplazione pervasa da un’aura di sacralità, come a dialogare con il pubblico di qualcosa di inafferrabile, indicibile e al contempo fondamentale. Con la selezione di sequenze dei film maggiormente rappresentativi, il corso si propone di esplorare la vasta e articolata opera di questo regista, cercando di mettere in luce sul piano tematico ed estetico alcuni degli aspetti portanti della sua poetica.
1.Marija (1978-1988), primo documentario concepito e realizzato in più fasi, Alleati (1982-1987), Elegija (1986), Moskovskaja elegija (1986), ci introdurranno nello spazio delle cosiddette elegie, termine utilizzato dal cineasta per definire il suo filmare il reale: «un canto in ricordo di qualcosa che è scomparso, su qualcosa che un tempo era di grande importanza – una persona, un fenomeno, un periodo storico».
2. Da Sovetskaja Elegija (1989) a Voci dello spirito (1995), diario di guerra tra le truppe russe di stanza al confine con il Tadgikistan, Diario di Pietroburgo. L’inaugurazione del monumento a Dostoevskij (1997) e Dolce (1999). Lo sguardo rivolto all’ambito pubblico e al privato.
3. Dalla dimensione spirituale de La voce solitaria dell’uomo (1978) all’interrogarsi sulla storia di Arca russa (2002) e di Aleksandra (2007), forse le due opere più controverse e ambigue del cineasta.
4. La tetralogia sul potere. Moloch (1999), Taurus (2000). Hitler e Lenin calati in una dimensione tragicamente grottesca e rarefatta, dove la consistenza della Storia si dissolve nella fragilità dell’innaturalezza.
5. La tetralogia sul potere. Sole (2004), Faust (2011). Hiroito, ritratto “umano” di un imperatore prima dell’epilogo, personalissima rilettura della storia dell’uomo che vendette l’anima al diavolo.
Docente:
Eugenia Gaglianone
Frequenza:
5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il mercoledì dalle 21 alle 23
Costo del corso:
€ 55, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso:
Mercoledì 15 febbraio 2012
Luogo:
Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni
La scrittura cinematografica. Introduzione alla sceneggiatura
Che cosa vuol dire scrivere una sceneggiatura? La scrittura di un film si esaurisce nella stesura della sceneggiatura? Oppure, nell’ambito del processo creativo di un film, la scrittura della sceneggiatura può essere intesa come una fase di un percorso di scrittura più ampio? In che relazione si trova uno sceneggiatore con le altre fasi (preparazione, riprese, regia, montaggio…) della realizzazione di un film? Ecco alcune domande che, come spunti di riflessione, aiutano a inquadrare e mettere a fuoco il ruolo dello scrittore e della scrittura nello spazio cinematografico. Prima cosa fondamentale da capire, per chi si accinge a scrivere un film, riguarda non solo cosa raccontare ma per cosa (e per chi). Solo allora è possibile cercare di capire come scrivere. I dieci incontri previsti dal corso sono da intendere come un viaggio dentro la scrittura di un film, e le tappe di questo viaggio toccheranno sia gli aspetti teorici sia la pratica dello scrivere. Da dove si parte per concepire una storia? Tema, soggetto e/o personaggio; come arrivare alla sintesi di questi elementi? Quali modelli prendere in considerazione? Nel cercare le risposte giuste, fondamentale sarà il confronto con l’analisi di alcuni film in comparazione con le relative sceneggiature. Corso per aspiranti sceneggiatori, per chi è interessato anche alla regia, per appassionati di cinema, per chi nutre curiosità su come nasce e si sviluppa il progetto di un film.
Docente:
Daniele Gaglianone
Frequenza:
10 incontri bisettimanali di tre ore ciascuno, il venerdì dalle 19 alle 22 e il sabato dalle 10 alle 13
Costo del corso:
€ 165, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso:
Venerdì 24 febbraio 2012
Luogo:
Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni
Realizzare un cortometraggio. Laboratorio di introduzione alla produzione video
Il laboratorio, attraverso le lezioni teorico/pratiche in aula, e le sessioni di ripresa, offrirà ai partecipanti le conoscenze e le tecniche essenziali per la realizzazione di un prodotto audiovisivo di breve durata. Verrà proposto un percorso che affronterà le principali fasi della produzione di un cortometraggio, dall’ideazione alla finalizzazione, passando attraverso la scrittura, le riprese e il montaggio. Le lezioni frontali in aula tratteranno l’aspetto tecnico della realizzazione di un video, senza però tralasciare l’approccio estetico, con particolare attenzione alla visione registica di un film, anche attraverso l’analisi di sequenze cinematografiche. Parallelamente verranno proposti momenti di lavoro che coinvolgeranno in modo attivo i partecipanti, sia in aula che nei set esterni, e che li porteranno, divisi in due gruppi, a produrre un cortometraggio, offrendo anche la possibilità di ricoprire i ruoli principali di una troupe cinematografica di base e di utilizzare le relative attrezzature. Questo tipo di impostazione fa si che il laboratorio abbia, accanto alla classica modalità preimpostata, anche una sua natura di percorso in divenire, la cui finalità è assecondare gli interessi e i gusti specifici dei partecipanti.
Programma del corso
1. Introduzione. Le fasi della produzione audiovisiva. La sceneggiatura. Le inquadrature e i movimenti di macchina.
2. Tecnica e regia: analisi di sequenze cinematografiche. Lavoro in gruppi: elaborazione di un soggetto per cortometraggio.
3. Lavoro in gruppi: stesura della sceneggiatura.
4. Decoupage e storyboard. Spoglio della sceneggiatura e piano di lavorazione. Lavoro in gruppi: pianificazione delle riprese.
5. La troupe. La macchina da presa e la fotografia. Riprese. Gruppo 1 Riprese. Gruppo 2
6. Lavoro in gruppo (gruppo 1): visione, analisi e scelta del materiale girato. Pianificazione del montaggio.
7. Lavoro in gruppo (gruppo 2): visione, analisi e scelta del materiale girato. Pianificazione del montaggio.
8. Il montaggio cinematografico. Funzionamento di un programma di montaggio video.
9. Lavoro in gruppo (gruppo 1): montaggio e chiusura del cortometraggio.
10. Lavoro in gruppo (gruppo 2): montaggio e chiusura del cortometraggio.
Docente:
Rodolfo Colombara
Frequenza:
8 incontri settimanali di due ore ciascuno il martedì dalle 19 alle 21. Riprese: un sabato o una domenica dalle 10 alle 18.
Costo del corso:
€ 170, riservato ai soci Aiace
Inizio del corso:
Martedì 28 febbraio 2012
Luogo:
Aiace
Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni
Ufficio stampa Aiace Torino
Giuliana Martinat
tel. 011 5067525
ufficiostampa@aiacetorino.it