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Perduti nel paesaggio/Lost in Landscape

Al Mart, il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, dal 5 aprile al 31 agosto 2014 una grande mostra a cura di Gerardo Mosquera. Oltre 60 artisti provenienti da tutto il mondo testimoniano come l’arte contemporanea affronti i temi dell’ecologia, della rappresentazione del paesaggio e della trasformazione dei territori.

Carlos Garaicoa, Cuando el deseo se parece a nada, 1996[Rovereto 5 aprile 2014] Il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto presenta Perduti nel paesaggio/Lost in Landscape, un grande progetto espositivo dedicato al paesaggio contemporaneo e ai suoi molti significati: spazio, ambiente, territorio, luogo in cui si vive e da cui ci si allontana, paesaggio naturale e paesaggio urbano.

La mostra del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, a cura di Gerardo Mosquera, affronta il tema attraverso le opere di oltre 60 artisti provenienti da tutto il mondo, molti dei quali mai presentati in Italia. In mostra oltre 170 fotografie, 84 opere pittoriche, 10 video, 4 video-installazioni, 4 installazioni, 4 interventi context specific (Gonzalo Diaz, Takahiro Iwasaki, Glexis Novoa e Cristina Lucas), 1 progetto web specific (Simon Faithfull), 1 libro d’artista (Ed Ruscha).

Non è certo un Eden quello raccontato nelle sale del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e neanche un nuovo genere artistico, bensì uno sguardo appassionato e sofferto sul mondo, che scopre necessariamente anche i suoi angoli più drammatici e contraddittori.
Gerardo Mosquera scrive infatti nel testo in catalogo (Edizioni Mart) che il significato del termine “paesaggio” definisce allo stesso tempo “sia la percezione di un determinato luogo, sia la sua rappresentazione”, rendendo inseparibili fra loro l’oggetto dal soggetto, l’ambiente dal suo abitante. Oggi, nella concezione del paesaggio del nostro tempo, il grado di soggettività della percezione, infatti, coinvolge i protagonisti attivi delle trasformazioni del territorio, ovvero, quelle strutture e coloro che agiscono su di esso e ne definiscono la stessa nozione, ormai allargata a tutto ciò che ci circonda, dalle autostrade alle foreste, dalle metropoli agli ambienti rurali.

Vissuto e costruito, contemplato e utilizzato, il paesaggio è inseparabile dall’uomo. Infatti, nel percepire, conoscere e descrivere il paesaggio, l’uomo è al tempo stesso oggetto inscritto nella realtà e soggetto esterno e narrante. Un dualismo che si evidenza per esempio nelle fotografie di Bae Bien-U. In questo lavoro l’artista fotografa un pineto dal suo interno e il paesaggio raccontato non è solo un panorama, una vista, una veduta. Gli alberi folti sembra quasi che circondino e incombano sull’osservatore-artista, mentre in realtà è proprio lui a offrirci la sua autonoma e intima visione del bosco. O ancora un dualismo che mostra tutte le nostre contraddizioni: laddove la natura è ancora sublime, è l’uomo a infonderle il segno grave del cambiamento traumatico. Nelle immagini fotografiche di Richard Mosse è presente un forte contrasto tra l’immagine di un paesaggio irreale, dalle tinte fiabesche, e la violenta presenza delle truppe militati che trasforma completamente il significato dell’immagine. I colori squillanti, dovuti all’uso di una pellicola militare agli infrarossi, condizionano la percezione dell’immagine di questi meravigliosi luoghi fotografati nell’est del Congo, dove invece ha prevalso dolore e violenza.

La nostra esperienza, cultura e stato sociale allora non smettono di condizionare il modo in cui percepiamo e organizziamo il paesaggio. Gabriel Orozco ricrea questa visione direttamente nella strada, nella periferia, costruendo una piccola città nella città: rifiuti e materiali trovati sul luogo concorrono ad una rappresentazione effimera, povera dell’ambiente metropolitano.
A questo nodo problematico, va aggiunto il tema dei fenomeni di trasformazione e urbanizzazione del paesaggio, centrali nell’analisi degli artisti contemporanei, interessati più allo spazio urbano che a quello naturale, rappresentato soprattutto attraverso il mezzo fotografico e il video: Du Zhenjun immagina l’esplosione urbana in termini apocalittici, Michael Wolf ne mette in risalto la vastità infinita della proliferazione edilizia, David Stephenson riscopre nella metropoli una bellezza primitiva e cristallina attraverso la sua luce artificiale, mentre nel video di Junebum Park la città corrisponde alle sue insegne luminose e l’affollamento pubblicitario è il suo unico criterio di sviluppo.
Infine, in un momento storico come quello che stiamo vivendo in cui è sempre più pressante l’urgenza di salvaguardare il territorio dai rischi di un consumo inconsapevole e spesso rivolto alla distruzione, con la mostra Perduti nel paesaggio/Lost in Landscape, il Mart propone un percorso espositivo che, attraverso le migliori esperienze artistiche, apre una discussione sulla necessità di ritrovare, e rinnovare, gli antichi equilibri tra l’uomo e il suo ambiente.

Perduti nel paesaggio/Lost in Ladscape si apre con “The microwave sky as seen by planck” la prima immagine completa dell’universo, catturata nel 2010 con il telescopio satellitare Planck (©ESA/ LFI & HFI Consortia). Si tratta di una rappresentazione che, delineando il paesaggio totale, descrive la più ambiziosa appropriazione dell’ambiente mai realizzata. L’immagine dell’ universo è accostata all’antico Disco Celeste di Nebra (1.600 a.C.) che è invece la prima sua rappresentazione conosciuta. La raffigurazione di un paesaggio assoluto, conferma il desiderio di sfidare l’infinito e l’espansione permanente del cosmo, contenendolo, descrivendolo, possedendolo.
In mezzo a questi due estremi della storia, l’esposizione del Mart propone numerose interpretazioni contemporanee, provenienti da diverse latitudini, attraverso una molteplicità di linguaggi, tecniche e media differenti. Dai lavori di forte denuncia sociale come i paesaggi fotografati del messicano Fernando Brito alle opere intime di Glenda León e alle rappresentazioni oniriche di Hong Lei, che si alternano agli scenari naturali di Analía Amaya. I luoghi dei conflitti narrati da Vandy Rattana, Gabriele Basilico, Kang Yong-Suk e Rula Halawani, dialogano con gli scenari di trasformazione urbana di Iosif Kiraly, e Guillermo Santos. Immagini surreali, mappe, paesaggi urbani e lunari si sommano in una mostra che esplora la dialettica tra distanza e appartenenza e costruisce messaggi, innesca esperienze, propone indagini.
La mostra parte dall’ immensità dell’universo per arrivare alla semplicità del volto di un individuo trasformato in paesaggio: un atto di appropriazione forse ancora più estremo della cattura dello spazio illimitato, nell’opera dell’uruguaiano Luis Camnitzer.

Artisti in mostra
Marina Abramovic, Tarek Al Ghoussein, Lara Almárcegui, Analía Amaya, Carlo Alberto Andreasi, Massimo Bartolini, Gabriele Basilico, Bae Bien-U, Bleda y Rosa, Fernando Brito, Luis Camnitzer, Pablo Cardoso, Jordi Colomer, Russell Crotty, Gonzalo Dìaz, Simon Faithfull, Fischli & Weiss, Carlos Garaicoa, Emmet Gowin, Carlo Guaita, Andreas Gursky, Rula Halawani, Todd Hido, Huang Yan, Carlos Irijalba, Takahiro Iwasaki, Isaac Julien, Anselm Kiefer, Iosif Kiraly, Hong Lei, Glenda Leòn, Yao Lu, Cristina Lucas, Armando Lulaj, Rubens Mano, Arno Rafael Minkkinen, Richard Mosse, Sohei Nishino, Glexis Novoa, Sherman Ong, Gabriel Orozco, Alain Paiement, Junebum Park, Paul Ramìrez Jonas, Vandy Rattana, Szymon Roginski, Ed Ruscha, Guillermo Santos, George Shaw, Gao Shiqiang, David Stephenson, Davide Tranchina, Carlos Uribe, Agnès Varda, Verne Dawson, Michael Wolf, Catherine Yass, Kang Yong-Suk, Du Zhenjun.

“Perduti nel paesaggio” al Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto inaugura il 5 aprile 2014 e resta aperta al pubblico fino al 31 agosto 2014. Maggiori informazioni su “Perduti nel paesaggio” al Mart di Rovereto sono disponibili sul sito del Mart all’indirizzo http://www.mart.trento.it/perdutinelpaesaggio. Aggiornamenti e news sulla mostra nel corso del periodo di esposizione saranno disponibili su Twitter seguendo l´hashtag #perdutinelpaesaggio e il profilo Mart @mart_museum.

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Mart Rovereto
http://www.mart.trento.it.
Corso Bettini, 43 – 38068 Rovereto (TN)
Responsabile Comunicazione: Flavia Fossa Margutti
Ufficio Stampa: Luca Melchionna / Susanna Mandice / Carlotta Fanti
Email: press@mart.trento.it – tel: (+39) 0464 454.124 / 127
Kit di immagini della mostra “Perduti nel paesaggio” disponibile al link
www.mart.trento.it/perdutinelpaesaggio-immagini

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Acquisto casa: ecco come risparmiare

Da qualche anno la crisi economica si fa sempre più evidente e anche nel mercato immobiliare sono molte le difficoltà che si incontrano per l’acquisto di un immobile. Tuttavia non bisogna dimenticare che, in questo settore, i prezzi, proprio a causa della crisi, sono in continuo calo e le opportunità quindi per i potenziali acquirenti sono molteplici. Vediamo di seguito alcuni consigli per risparmiare sull’acquisto di un immobile.

Cercare casa in zone periferiche

La prima cosa da fare, innanzitutto, è considerare che gli immobili, sopratutto nelle grandi città, hanno dei prezzi maggiori nelle zone centrali rispetto a quelle periferiche. Inoltre bisogna considerare che la vita in centro è sempre “rose e fiori” a causa ad esempio del traffico e del caos quotidiano. Il più delle volte, quindi, è preferibile allontanarsi dalla grande città e cercare immobili in piccoli paesi di periferia che, nel Nostro Paese, sono molto spesso molto belli e vivibili. Insomma se state cercando casa a Lucca città, cambiate rotta e orientative sulle case in provincia.

Utilizzate il sistema countdown dei costi

Da alcuni mesi è nato un portale (Casacountdown.it) che offre un servizio molto interessante: il prezzo degli immobili in vendita, infatti, scende gradualmente fino ad un limite minimo. In pratica dopo che verrà pubblicato l’annuncio il prezzo scenderà un po’ alla volta centesimo per centesimo fino a quando il potenziale acquirente non scegliere di bloccare il costo cliccando sull’annuncio e compilando il form di richiesta. La cosa interessante è che, in questa maniera, si potrà saltare la fase di trattativa e l’acquirente potrà scegliere di comprare casa al prezzo per lui più giusto.

Acquistare un immobile con la nuda proprietà

Con questo tipo di contratto l’immobile rimane nelle mani del vecchio proprietario sino alla sua morte. In pratica la casa diventerà proprietà dell’acquirente solo dopo che sarà avvenuto il decesso. Ovviamente il costo dell’immobile sarà proporzionale alla sua età.

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Come diventare tatuatore

I tatuaggi nel giro di pochi anni sono diventati una moda sempre più diffusa tra giovani e meno giovani e persone di tutte le estrazioni sociali. L’interesse è cresciuto anche sul web al punto che recentemente è anche nato un social network dedicato a questa arte chiamato Let’ Ink. (molto interessante la galleria con le migliori foto di tatuaggi postate dagli utenti)

Nel giro di pochi anni, quindi, l’interesse e la domanda per questo tipo di decorazioni è cresciuta a dismisura; come conseguenza anche l’offerta non poteva che crescere in maniera proporzionale. Per questa ragione sempre più appassionati scelgono di diventare tatuatori professionisti. Ma come fare per intraprendere questa carriera? Qual è il percorso da seguire? Vediamo alcuni consigli pratici per diventare tatuatore professionista.

In primo luogo bisogna saper disegnare abbastanza bene e ovviamente avere un certo gusto. Ma ciò non è sufficiente, bisogna infatti avere anche una certa capacità artistica che non consiste semplicemente nel saper riprodurre un disegno. Solitamente chi sceglie questa professione proviene da studi di tipo artistico come ad esempio l’accademia delle belle arti e il Liceo artistico.

Dal punto di vista normativo fino a qualche anno fa l’attività di tatuatore non era in alcun modo regolata da leggi specifiche; per questa ragione erano molto frequenti casi di illeciti e professionisti abusivi. Nel 1998, però, grazie al lavoro effettuato dall’associazione tatuatori italiani riuniti il ministro della sanità emanò la prima legge in materia. Si tratta di una normativa che detta le linee guida per esercitare questa professione. In pratica sta alle regioni il compito di definire corsi di formazione nonché monitoraggio e controlli di queste attività. In pratica oggigiorno per esercitare questa professione occorre seguire un apposito corso promosso dagli enti locali. Si tratta solitamente di corsi a pagamento della durata di circa novanta ore nei quali vengono trattati diverse materie come ad esempio pratica del tatuaggio e igiene sul lavoro.

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Il fenomeno del turismo dentale

Da alcuni anni, a causa della crescente crisi economica, ha preso piede anche in Italia il fenomeno del turismo dentale. Di cosa si tratta? Semplice, oggigiorno le cure dentistiche sono diventate troppo care la maggior parte delle famiglie italiane, che sono costrette quindi a tagliare anche le spese per la salute; di conseguenza molti italiani scelgono di affidarsi a strutture che offrono servizi lowcost oppure decidono di andare a curarsi direttamente all’estero sopratutto in Croazia e nei paesi dell’est. Ma ciò che molti professionisti come il dott Silvestri di Roma (http://www.studioasilvestri.it/homepage.html) si chiedono è se si tratti di un vero risparmio oppure si tratta solo di un servizio scadente offerto a prezzi concorrenziali.

In realtà si tratta di un realtà piuttosto complesso fatta di offerte di qualità e di servizi decisamente scadenti che possono mettere a rischio la salute dei pazienti. Vediamo di seguito alcuni consigli utili per scegliere il turismo dentale di qualità. In particolare il dott. Prada, presidente dell’associazione nazionale dentisti italiani (Andi) ha più volte confermato la notevole differenza di prezzi tra i servizi italiani e quelli esteri. Da un lato ovviamente questi servizi all’estero costano meno a causa di costi di gestione evidentemente più bassi; dall’altro però la riduzione dei prezzi potrebbe essere dovuta anche all’utilizzo di materiali e attrezzature scadenti.

In questo scenario quindi diventa piuttosto difficile saper riconoscere un servizio di qualità a prezzi concorrenziali rispetto ad un’offerta scadente e addirittura rischiosa per la salute orale.
In generale in questi casi bisogna prestare attenzione ad alcuni fattori fondamentali come ad esempio le condizioni igieniche dello studio e la presenza di attestati e lauree riconosciute.

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Infissi: come migliorare l’isolamento termico?

Uno degli aspetti più importanti relativi al comfort di un’abitazione è senza dubbio l’isolamento termico. Questo è infatti è un fattore decisivo per quanto riguarda il risparmio energetico (ed economico) ma anche per quanto concerne la vivibilità e il comfort di una abitazione.

Se si sta ristrutturando un vecchio immobile sicuramente bisognerebbe prendere in considerazione la possibilità di acquistare e installare nuovi infissi di qualità e quindi pensati per limitare le dispersioni di calore. Bisogna considerare infatti che gli infissi possono incidere notevolmente sull’isolamento termico della casa; nello specifico le finestre di ultima generazione hanno senza dubbio ottime capacità isolanti che limitano al minimo ogni tipo di dispersione di calore.

Oggigiorno sul mercato ci sono decine di tipologie di infissi tra i quali scegliere di tutte le marche. Si trovano infissi di ogni tipo di materiale (come ad esempio pvc, legno oppure alluminio) ma tutti con un ottima capacità di isolamento.

Bisogna considerare infatti che i profilati presenti negli infissi odierni contengono delle apposite camere d’aria che consentono di isolare la casa dall’esterno in maniera ottimale. Senza dubbio il materiale con le maggiori capacità di isolamento è il pvc; questo materiale, inoltre, a differenza del legno è decisamente più resistente alle intemperie come ad esempio pioggia o grandine. Lo stesso di può dire degli infissi in alluminio.
Nel caso, invece, delle finestre in legno dal punto vista estetico e dell’isolamento si tratta sicuramente di una soluzione ottimale tuttavia il legno richiedere comunque una manutenzione costante nel corso degli anni. Infine è importante ricordare che coloro che non potessero sostituire completamente gli infissi potranno ad esempio cambiare il vetro oppure semplicemente le guarnizioni.

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