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Osservatorio Findomestic di luglio 2012: non migliora il grado di fiducia degli italiani, dei quali uno su due non andrà in vacanza

Non migliora il grado di fiducia degli Italiani, che resta inchiodato a quota 3,2 punti, esattamente come il mese scorso. L’edizione di luglio dell’Osservatorio mensile Findomestic sui consumi dei beni durevoli non è foriera di quell’inversione di tendenza tanto auspicata da tutti. La scala di misurazione della fiducia, lo ricordiamo, va da 1 a 10 e ha la sua soglia positiva fissata a 7. Stabile anche il trend su base regionale, con Nordest e Nordovest che continuano ad avere i dati meno ottimisti. Migliora invece la fiducia dei più istruiti mentre è in calo quella degli intervistati con il grado d’istruzione più basso.

Cala la quota rappresentata da quanti, da qui a un anno, si dicono intenzionati a incrementare il proprio livello di risparmio. Dopo il picco del 16% toccato il mese scorso, i dati raccolti a giugno evidenziano come questa quota sia arretrata all’11%. Un dato in linea con il trend registrato nei primi tre mesi dell’anno.

Ciò che più colpisce delle rilevazioni effettuate a giugno è che nel 2012 molti Italiani, proprio alla luce delle incertezze che contraddistinguono il quadro economico, rinunceranno alle tradizionali vacanze estive, decidendo di rimanere a casa propria e risparmiare. Al 30 giugno scorso, infatti, solo il 54% della popolazione attiva ha dichiarato che si regalerà un periodo di ferie, l’anno scorso erano invece il 69%. Per quanto riguarda la destinazione, 3 intervistati su 4 resteranno in Italia.

Previsioni di acquisto a tre mesi

Elettrodomestici:
propensione all’acquisto in aumento per tutte le categorie: bianchi, bruni e piccoli

Sono registrate in aumento le previsioni di acquisto per tutte e tre le tipologie di elettrodomestico: bianco (freddo, lavaggio e cottura), bruno (TV, video, Hi-Fi) e piccolo. I primi vedono passare da maggio a giugno dal 13,6 al 14,4% la quota di coloro che si dicono intenzionati “sicuramente” o “probabilmente” a comperare uno di questi prodotti; per i secondi, dal 17,3 al 18,2%; mentre per gli elettrodomestici piccoli si sale dal 21,5 al 23,2. Allo stesso tempo, però, sempre tra maggio e giugno, calano tutti gli importi massimi di spesa ipotizzati: da 911 a 831 euro per i bianchi; da 846 a 778 per i bruni; da 225 a 210 euro per i piccoli. In relazione a questi budget, vengono molto utilizzate le carte di credito per fare acquisti.

Elettronica di consumo:
previsioni in ascesa per tutte principali le categorie di prodotto: smartphone, tablet, pc. Restano stabili quelle per foto e videocamere

Salgono dal 18% al 19% gli Italiani che sono pronti a comprare uno smartphone e passano dal 9 all’11 quelli che invece si accingono a dotarsi di un tablet. Passano poi dal 17 al 18% quanti si dicono intenzionati ad acquistare un pc o un accessorio informatico. Stabili al 12% coloro i quali vogliono comprare una fotocamera o una videocamera. Circa gli importi di spesa, i più elevati fanno riferimento ai tablet, con un valore di 450 euro (in leggero calo rispetto ai 461 del mese precedente). La flessione maggiore si registra per le fotocamere: i 290 euro messi a budget a maggio sono diventati 222.

Auto e moto:
risalgono le intenzioni d’acquisto per le auto nuove, calano quelle per i veicoli usati e per gli scooter

Passano dal 7.4 all’8,2% gli Italiani che nei prossimi tre mesi sono sostanzialmente certi di acquistare una vettura nuova; a tale proposito, aumentano parallelamente le richieste di preventivi per prestiti. Calano, invece, dal 5,4 al 5,1 quelli che pensano di comprare un’auto usata. E anche per gli scooter, la percentuale di “pronti all’acquisto” scende al 4,6%, dal precedente 5%. Per le auto nuove prosegue il trend discendente del valore massimo di spesa preventivato: dai 17.935 euro di maggio si è passati, a giugno, a 16.614 euro.

Casa e arredamento:
il mercato immobiliare resta stabile. Cresce leggermente la domanda per mobili e complementi d’arredo

Resta ancora al 4,7% di maggio la quota di italiani che nei prossimi 90 giorni compreranno casa. Sale di poco meno di un punto (da 7,7 a 8.6) quella di chi, invece, si appresta ad acquistare un immobile usato. Per il mercato dei mobili, infine, lieve rialzo: da 14,7 a 15,5%. Correzione all’insù anche per gli importi massimi di spesa. A giugno è stata preventivata una cifra massima di 3.285 euro. A maggio, ci si era fermati a 3.176.

Tempo libero:
la crisi si fa sentire. Nessuna impennata degli acquisti di viaggi e vacanze in vista della stagione estiva. Previsioni stabili.

Cresce appena di due punti, dal 36 al 38% la quota di Italiani che si appresta a comprare un pacchetto vacanze. A giugno 2011 la quota era pari al 46%. Attrezzature e abbigliamento sportivo subiscono tra maggio e giugno una leggera flessione: – 2 punti (dal 22 al 20%).

Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
http://www.adhoccommunication.it; www.findomestic.it

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Osservatorio Findomestic di giugno 2012: in Italia consumi ai minimi storici. In leggero aumento le previsioni d’acquisto per i prossimi mesi.

Il consumatore italiano continua a guardare con preoccupazione allo scenario sociale ed economico cercando il più possibile di contrarre i consumi o chiedere prestiti. Ben 77 cittadini su 100 sono insoddisfatti delle condizioni nella quali versa il Paese (percentuale di coloro che hanno espresso un voto compreso tra 1 e 4). Le ultime rilevazioni contenute nell’edizione di maggio dell’Osservatorio Findomestic sui consumi dei beni durevoli fotografa una situazione difficile. Perché, se è pur vero che rispetto al mese precedente il grado di fiducia in termini assoluti è aumentato, passando da 3,1 a 3,2 punti, è altrettanto vero che la scala di misurazione, che va da 1 a 10, ha nel 7 la sua soglia positiva. Inoltre, va aggiunto che nel corso dell’ultimo anno, a eccezione del mese di dicembre 2011, questo indicatore non ha mai registrato incrementi per due mesi di fila. Pertanto è possibile che a giugno, anche in vista del pagamento dell’IMU, ci possa essere una nuova regressione.

A livello regionale, Nordest e Nordovest continuano a dimostrarsi come le due aree del Paese più preoccupate. Leggermente migliore la percezione nel Centro e nelle Isole, anche se il dato resta comunque inferiore ai 3,5 punti.
Come già avvenuto nel mese precedente, la reazione a questo clima di sfiducia e incertezza si concretizza in un rafforzamento della propensione al risparmio: a maggio, 16 Italiani su 100 si dicono intenzionati ad aumentare la propria quota di accantonamenti. Ad aprile erano 14 ogni 100, mentre a marzo non si andava oltre i 10.

Sullo sfondo di questo quadro d’insieme, l’edizione di giugno dell’Osservatorio Findomestic ha indagato quali sono le ragioni più rilevanti che hanno portato gli Italiani a ridurre i loro consumi. Al primo posto si colloca l’aumento dei prezzi di largo consumo e dei carburanti; a seguire, la riduzione dei redditi; il rischio che un familiare possa perdere il posto di lavoro e il timore di un default dell’Italia.

Previsioni di acquisto a tre mesi

Elettrodomestici:
migliorano le previsioni per gli elettrodomestici bianchi e per quelli bruni; in calo, quelle per i piccoli.

Passano dal 16,1 al 17,3% i consumatori intenzionati con tutta probabilità ad acquistare nei prossimi 90 giorni un elettrodomestico bruno, mentre salgono dal 13,4 al 13,6% quanti si apprestano, altrettanto sicuramente, a comperarne uno bianco. Decrescono, invece (dal 21,7 al 21.5%), le previsioni per i piccoli elettrodomestici. Per questi ultimi, la spesa massima ipotizzata è passata da 923 a 911 €; per i bruni è passata da 886 a 846 e per i piccoli da 197 a 225 €.

Elettronica di consumo:
previsioni sostanzialmente stabili sul mese precedente, con quelle per i tablet che fanno segnare un lieve aumento

Passa dall’8 al 9% la quota degli intervistati che prevedono di acquistare un tablet nei prossimi tre mesi. In linea con il mese precedente quelle per la telefonia (con la quota di acquirenti “certi” che passa dal 17 al 18%), per i pc (stabile al 17% come ad aprile) e per foto e videocamere (anche qui si conferma il dato di aprile: 12%). Salgono però tutti i livelli massimi di spesa preventivati, in particolare quelli per tablet (da 471 a 494 €) e quelli per foto e videocamere (da 342 a 395 €).

Auto e moto:
in leggera salita le previsioni per auto nuove e scooter. Stabili quelle per le vetture usate

Passano dal 7,3 al 7,4% gli Italiani che nei prossimi tre mesi si apprestano a comprare un auto nuova. E salgono dal 4,7 a 5% quanti sono pronti a varcare le porte di un concessionario per portare a casa uno scooter. Resta invece sempre del 5,4% la quota di coloro i quali acquisteranno una vettura usata. Per ciò che concerne i livelli massimi di spesa, quelli per gli scooter salgono da 3.598 a 3.642 €, con quelli delle auto nuove che scendono da 18.571 a 18.449 €.

Casa e arredamento:
leggeri aumenti per l’acquisto di case e per le ristrutturazioni; segno positivo anche per i mobili

Sale al 4,7% (dal 4,1 del mese precedente) la quota di quanti intendono comprare casa; per le ristrutturazioni si registra pure un aumento nella propensione a 3 mesi, anche se più contenuta: da 7,5 a 7,7. Per i mobili, infine, si va dal 14,3 di aprile al 14,7% di quest’ultimo mese. Per questi ultimi, la previsione di spesa massima è in contrazione: da 3.229 a 3.176€.

Tempo libero:
L’avvicinarsi dell’estate traina l’aumento delle propensioni d’acquisto a tutti i livelli: viaggi, abbigliamento sportivo e attrezzature fai – da – te

Sale al 36% la quota di Italiani che da qui al prossimo settembre si appresta a comperare un pacchetto – vacanze, facendo segnare il dato più elevato dal luglio scorso; quelle per l’abbigliamento sportivo passano dal 19 al 22% e salgono dal 23 al 24% quelle per il fai – da – te.

Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
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L’auto elettrica conquista l’Europa. Gli italiani tra i più interessati all’acquisto di vetture verdi

Sale la febbre per le auto elettriche tra gli automobilisti Italiani. Il 76% di loro si dice assolutamente interessato ai modelli completamente green, che poco a poco le diverse case stanno immettendo sul mercato mentre il 70% manifesta un’intenzione d’acquisto positiva. La riduzione dell’impatto ambientale (78%), la silenziosità (18%) e – sorpresa – il fatto che queste auto trasmettano un’immagine di modernità (31%), sono i fattori che piacciono maggiormente ai consumatori della Penisola. Gli Italiani sono attratti dalla rivoluzione elettrica più di quanto non avvenga in Francia, Germania o Regno Unito, dove l’auto elettrica raccoglie l’interesse, rispettivamente, del 54, del 60 e del 56% dei loro “colleghi”. E’ questa la fotografia proposta dall’Osservatorio Auto 2012 di Findomestic, focalizzato sul mercato di dieci paesi: oltre all’Italia, si contano Germania, Belgio, Spagna, Francia, Polonia, Portogallo, Ucraina, Russia e Turchia.

I CLIENTI SONO PRONTI ALLA NUOVA SFIDA, MA NON TRASCURANO LE CRITICITA’
Le criticità, tuttavia, non mancano. Prima fra tutte, quella legata al prezzo, che può rendere necessario per alcuni ricorrere a strumenti per finanziare l’acquisto dell’automobile. Il prezzo delle auto elettriche infatti, risulta ancora sensibilmente più elevato rispetto ai veicoli alimentati dal tradizionale motore termico. In Europa, il 49% dei consumatori (il 42% in Italia), non è disposto a compiere alcuno sforzo supplementare per acquistare un’auto elettrica anziché termica. Il 46% (53% in Italia) si dice, invece, pronto a spingersi non oltre un 30% in più del prezzo che sborserebbe per una vettura a benzina, diesel o a Gpl. Il prezzo elevato dipende essenzialmente dal costo della batteria, che secondo i dati disponibili al giorno d’oggi può costare all’acquisto tra 9.000 e 15.000 euro, ossia circa la metà del prezzo totale del veicolo. Non convince fino in fondo la possibilità di noleggiare la batteria, recentemente rilanciata da alcune case per l’abbattimento almeno parziale dei costi. In Italia, a dirsi interessato a questa possibilità, è il 47% degli automobilisti, mentre a livello europeo si scende al 37%.

GLI STATI DEVONO IMPEGNARSI DI PIU’
Piuttosto, i consumatori sono dell’idea che a favorire una maggiore competitività di prezzo siano gli stessi Stati, in virtù delle positive ricadute ambientali di questo genere di alimentazione. L’84% degli Europei è convinto di questo. Una quota identica al dato rilevato in Italia, dove l’80% dei consumatori, contro il 64% degli Europei, ritiene insufficienti gli sforzi dello Stato nei confronti della filiera del veicolo
elettrico. Un dato che mette in evidenza un’urgenza dettata dal fatto che il Paese non sembra proporre una strategia coerente e di ampio respiro per favorire l’utilizzo delle auto elettriche.

IL PUNTO DI VISTA DEL CONSUMATORE: IL NODO DELL’AUTONOMIA
Dopo il prezzo, l’autonomia è la principale preoccupazione degli automobilisti. Il 55% di loro, in Europa, afferma che sarebbe disposto a comprare un auto elettrica solo se questa possa garantire una percorrenza di almeno 250 Km. In Italia, l’approccio è più morbido: il 46% degli intervistati ritiene necessaria la possibilità di potersi spingere oltre questa barriere; per il 24%, invece, anche un’autonomia ridotta a non più di 100 Km potrebbe andare bene; mentre la quota parte restante ritiene accettabile un’autonomia compresa tra i 100 e i 250 Km. In realtà, si potrebbe dire che la percezione degli automobilisti in relazione all’autonomia delle vetture è un po’ falsata. I dati raccolti dall’Osservatorio dimostrano infatti che più dell’80% degli Europei percorre meno di 100 Km al giorno, e il 45% perfino meno di 30. Quindi, in teoria, l’autonomia della batteria non dovrebbe rappresentare un limite per tali automobilisti. Ma, appunto, solo in teoria. I conducenti temono, infatti, situazioni eccezionali in cui potrebbero essere costretti a percorrere più chilometri del solito (vacanze) o a rimanere più a lungo nella loro auto (scioperi, neve…). L’installazione massiccia di colonnine di ricarica rapida potrebbe rassicurare gli automobilisti. Il 94% degli italiani (90% degli europei) rivendica le colonnine e addirittura il 65% (59% degli europei) ritiene che siano indispensabili.

IL COSTO DI UTILIZZO: I VANTAGGI SONO QUI
Il 66% degli Italiani sono sicuri che, a fronte di una spesa d’acquisto mediamente più elevata se confrontata con quella per un’auto tradizionale, il veicolo elettrico nel corso della sua vita comporterà spese minori in termini non solo di consumi, ma anche di manutenzione. Un dato leggermente più elevato di quello della media europea (64%). Indubbiamente il veicolo elettrico offre reali vantaggi in fase d’uso. Tuttavia, tenuto conto del chilometraggio medio di un’auto in Europa, questi risparmi sono ben lungi dal compensare il sovrapprezzo pagato al momento dell’acquisto. Gli italiani virerebbero verso le auto elettriche nel caso in cui il prezzo del carburante dovesse superare 2,4 euro al litro. Gli europei, invece, ritengono conveniente passare all’elettrico qualora il carburante superasse il prezzo di 3,4 euro al litro.

LA SFIDA COMMERCIALE PER GLI ADDETTI AI LAVORI
L’87% degli Europei è convinto che l’acquisto di un mezzo a propulsione elettrica rafforzi il rapporto di fiducia che si instaura tra acquirente e il marchio automobilistico. Si tratta di un dato in linea con quello fatto rilevare in Italia (85%). Per gli automobilisti sarà determinante la capacità di assistenza post vendita, con un occhio particolare al pianeta delle officine. Il 35% degli Italiani ritiene che oggi la rete non sia pronta a fornire supporto ai proprietari di veicoli elettrici, mentre solo 16 clienti ogni 100 sono convinti dell’esatto contrario. Uno su due (il 49%), invece, è più fiducioso.

L’indagine completa è disponibile on-line sul sito www.osservatorio.findomestic.it

Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
http://www.adhoccommunication.it; www.findomestic.it

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Osservatorio Findomestic di maggio 2012: gli italiani spendono sempre meno

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Gli Italiani per i prossimi mesi vedono nero. L’Osservatorio mensile di Findomestic sui consumi dei beni durevoli fotografa ad aprile l’ennesimo peggioramento della fiducia. Il livello toccato nel marzo scorso (3,4 punti), il più basso registrato dall’inizio delle rilevazioni, è stato battuto da quello di aprile: 3,1 punti, in una scala che va da 1 a 10 e ha in 7 la soglia positiva minima. Nordest e Nordovest guidano la classifica del pessimismo, Centro, Sud e Isole, invece, presentano un sentiment leggermente migliore. Un Italiano su due, in particolare, si dice insoddisfatto della sua situazione personale, mentre non più dell’11% del campione si dichiara soddisfatto della propria condizione reddituale, economica e lavorativa. La reazione a questo clima di sfiducia si concretizza in parte in un aumento secco di quanti si dicono intenzionati, di qui ad un anno, ad aumentare la quota dei propri risparmi. Ad aprile la loro quota è salita al 14% – un dato che non si toccava dal marzo del 2010 -, contro il 10% rilevato a marzo.

A preoccupare gli Italiani è soprattutto l’impatto che avrà sugli stipendi l’aumento delle tasse, che in parte già si è fatto sentire sulle ultime buste paga. L’approfondimento condotto dall’Osservatorio di questo mese, infatti, lascia spazio a pochi dubbi: il 91% degli intervistati ha affermato di aver già ridotto o di voler ridurre i consumi. La rinuncia, nel 47% dei casi dovrebbe rivelarsi temporanea, con gli acquisti destinati a essere semplicemente rinviati nel tempo. Per un altro 25%, la rinuncia si trasformerà in un acquisto inferiore sia qualitativamente che quantitativamente rispetto ad oggi. Il 12%, invece, afferma che rinuncerà in via definitiva all’acquisto, con un picco che sale al 15% a Nordest.

Più nello specifico, è l’aumento dell’addizionale Irpef la ragione principale che spingerà 9 Italiani su 10 a tirare la cinghia. Tempo libero, elettronica e acquisti per la casa saranno le voci di spesa che subiranno per prima la ventata di austerity. Acquisti per i figli, spese per l’auto e per gli elettrodomestici saranno comunque interessati dai tagli ma in misura inferiore.

Previsioni di acquisto a tre mesi

Elettrodomestici:
propensione all’acquisto in aumento per gli elettrodomestici bruni, in calo gli elettrodomestici bianchi e i piccoli.

Sale per il quarto mese consecutivo, dal 15,3 al 16,1%, la quota degli intervistati che prevedono di acquistare un elettrodomestico bruno nei prossimi tre mesi. In calo le previsioni per gli elettrodomestici bianchi, solo il 13,4% del campione è intenzionato all’acquisto, e per quelli piccoli (21,7%). Gli importi di spesa preventivati segnano invece una crescita in tutti i comparti: per gli elettrodomestici bianchi si ipotizza un esborso di 923 € (contro gli 856 € dell’ultima rilevazione), per i bruni di 886 € (rispetto agli 843 € del mese precedente) e per i piccoli di 197 € (193 €).

Elettronica di consumo:
in calo le previsioni d’acquisto per tutti i prodotti elettronici

Scende dall’11 all’8% la quota degli intervistati che prevedono di acquistare un tablet nei prossimi tre mesi. Meno marcata la flessione, dal 18 al 17%, registrata dalla Telefonia, PC e Accessori. Il 12% degli intervistati ha dichiarato di voler acquistare una Fotocamera o una Videocamera, il 17% acquisterà un PC. Il mese precedente erano rispettivamente il 13% e il 18%. A fronte di un calo nel numero degli intervistati che prevedono di effettuare un acquisto, sale per tutti i prodotti la previsione di spesa. Gli incrementi maggiori si registrano nel segmento tablet (dai 449 € della scorsa rilevazione a 471 €) e telefonia (da 267 a 279 €)

Auto e moto:
per il secondo mese consecutivo il comparto registra un significativo calo delle previsioni d’acquisto

Dopo i deboli segnali di miglioramento registrati nei primi due mesi dell’anno, tornano a scendere le previsioni d’acquisto di auto, nuove e usate, e moto. Il 7,3% degli intervistati prevede di comprare un’auto nuova nei prossimi tre mesi, il 5,4% opterà per una vettura usata. Il mese scorso erano rispettivamente il 9,2% e il 7,3%. In calo anche il mercato dei veicoli a due ruote, che vede le previsioni d’acquisto scendere dal 5,9% al 4,7%. Aumenta di circa 700 € la spesa media prevista per l’acquisto di una vettura nuova (a 18.571 €), in calo la spesa per l’acquisto di auto usate (a 7.103 €), stabile quella per moto e motocicli (3.598 €).

Casa e arredamento:
il mercato immobiliare registra flessioni per l’acquisto di case e ristrutturazioni, stabili i mobili

Le rivalutazioni catastali, l’IMU e le addizionali locali sono sempre più vicine e sembrano aver già iniziato a condizionare negativamente i progetti degli italiani in merito alla casa. Cala, infatti, la quota degli intervistati che prevedono di acquistare una casa nei prossimi tre mesi (4,1%) o di iniziare lavori di ristrutturazione della casa (7,5%). Lo scorso mese erano rispettivamente il 5,5% e il 9,3%. Sostanzialmente stabile il comparto mobili: il 14,3% degli intervistati è interessato all’acquisto di questi beni, per una spesa media prevista di 3.229 €.

Tempo libero:
a fronte di un quadro generale in progressivo peggioramento, il tempo libero è la categoria merceologica che mostra la tenuta migliore.

Il fatto che gli intervistati abbiano messo questa categoria in testa alla classifica dei tagli previsti fa pensare dunque a tagli di tipo quantitativo o qualitativo. Si rileva infatti stabile al 34% la quota di quanti sono pronti, nei prossimi tre mesi, a partire per una vacanza. Immutata anche la percentuale di quanti prevedono di acquistare attrezzature o abbigliamento sportivo (al 19%) e degli interessati ai prodotti per il fai-da-te (23%).

Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
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Findomestic e Peugeot Motocycles

Fornire un pacchetto completo “finanziamento + servizi dedicati” a quanti vogliono acquistare uno scooter Peugeot Motocycles, il marchio dei mezzi a 2 ruote del gruppo PSA Peugeot Citroen. E’ questo l’obiettivo dell’accordo stipulato dalla stessa Peugeot Motocycles con Findomestic.

Nel 2011, in un contesto economico sfavorevole che ha visto ridursi drasticamente la capacità di acquisto, Peugeot ha ottenuto un aumento di quota di mercato del 25% passando dal 2,9% al 3,6% (+0,7%), all’interno di un settore che ha perso 19,3 punti percentuali, incrementando i suoi volumi del 3% ed il fatturato del 7%.

Proprio al fine di sostenere ulteriormente questi risultati positivi, ora arriva la partnership con Findomestic, operatore leader nel credito al consumo.

Findomestic si convenzionerà con tutte le oltre 160 concessionarie della rete Peugeot (ad oggi gli accordi con i singoli rivenditori sono circa 60), offrendo ai clienti del marchio transalpino offerte dedicate sul punto vendita e un canale di accesso al credito efficace, sicuro e professionale. Peugeot avrà così modo di completare l’insieme dei servizi offerti alla propria clientela, integrandoli con quelli già disponibili.

L’accordo, infine, si estenderà anche agli aspetti promozionali. Sono previste campagne pubblicitarie e di comunicazione ad hoc.

Findomestic, fondata nel 1984 e parte del Gruppo BNP Paribas, da oltre 20 anni opera nel settore della mobilità mettendo a disposizione servizi, assistenza dedicata e tecnologie per garantire flessibilità e velocità di gestione dei finanziamenti.

Peugeot Scooters fa parte del più antico gruppo automobilistico ancora in attività: PSA Peugeot Citroen e vanta a sua volta una storia unica, lunga e intensa. Da oltre 100 anni appone il suo nome e il suo simbolo, il Leone, su ciclomotori e scooter in grado di sorprendere ed emozionare i suoi clienti.

Peugeot Scooters offre una gamma di veicoli completa e performante parallelamente ad un pacchetto di servizi a 360° in grado di far fronte a tutte le esigenze.

A proposito di Findomestic
Findomestic è la Banca specializzata nel credito alla famiglia e figura tra i primi attori nel credito al consumo in Italia.
Findomestic, oggi parte di BNP Paribas Personal Finance, è stata costituita come società finanziaria nel 1984 su iniziativa d’istituti di credito italiani e francesi.
Da allora ha contribuito al miglioramento della qualità della vita dei propri clienti e contribuito allo sviluppo economico del Paese favorendo la vendita e gli acquisti di beni durevoli di consumo con importanti effetti su tutto l’indotto.
Findomestic è impegnata da anni nello sviluppo di un credito responsabile attraverso una comunicazione più trasparente, favorendo i consumatori nell’accesso al credito con soluzioni sostenibili e combattendo il fenomeno del sovra-indebitamento.

A proposito di BNP Paribas Personal Finance
Nell’ambito del gruppo BNP Paribas, BNP Paribas Personal Finance è la società specializzata nei finanziamenti ai privati sia per l’attività di credito al consumo che di credito immobiliare. Con 30.000 collaboratori in 30 paesi e su 4 continenti, BNP Paribas Personal Finance è la società numero uno in Francia ed in Europa.

In particolare, BNP Paribas Personal Finance offre, attraverso i suoi brand commerciali principali Cetelem, Findomestic e Alphacredit, una gamma completa di prodotti di credito ai privati, accessibili sia sui punti vendita (negozi, centri commerciali, concessionarie auto) sia attraverso i suoi intermediari, agenti immobiliari, promotori, sia direttamente attraverso i suoi centri clienti e Internet.

Parallelamente, BNP Paribas Personal Finance ha trasformato il partenariato in un mestiere a pieno titolo che utilizza il suo “know-how” per proporre ogni tipo di offerte di credito e servizi integrati, adeguati all’attività e alla strategia commerciale dei suoi partner. BNP Paribas Personal Finance è infatti partner di riferimento di brand del mondo del commercio, dei servizi, di banche e società di assicurazioni. BNP Paribas Personal Finance è anche attore di riferimento in materia di credito responsabile. Per informazioni www.bnpparibas-pf.com – www.moncreditresponsable.com

A proposito di PSA Peugeot Citroen
Forte di due marchi di fama mondiale , Peugeot e Citroën, il Gruppo ha venduto, nel 2011, più di 3,5 milioni di veicoli nel mondo. Secondo costruttore automobilistico in Europa, ha realizzato una cifra d’affari di 59,9 miliardi di euro.
PSA Peugeot Citroën è presente commercialmente in 160 paesi e dispone di 16 siti di produzione, di cui alcuni in jointventures.
Il Gruppo impiega 209 068 collaboratori nel mondo. Lo scorso anno ha dedicato oltre 2,3 miliardi di euro alla ricerca e sviluppo attraverso i suoi centri di ricerca situati in Francia (15 000 ricercatori), in America Latina (1000 ricercatori) e in Cina (650 ricercatori), in particolare nel settore dei nuovi sistemi energetici.

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